Il Bambino del Mercoledi’
12 October, 2010
Uscii di casa presto.
Era ancora buio.
Londra e’ ancora piu’ sola a quell’ora.
Ti avevo appena toccato,
E sorridevi, nel sonno,
Tutto di te sapeva tutto.
Avevamo lavorato tutta la notte
Per la tua musica.
Avevamo la gioia che ci correva, a gara, tra nervi e vene.
Come automobiline impazzite.
Abbracci e sesso erano stati solo il mezzo.
Avevamo vinto contro il tempo.
Ed eravamo vinti dentro questo tempo.
I tipi bui che incrociavo nel silenzio gelato
Non sapevano e mai avrebbero potuto sapere
Quello che noi eravamo.
E il rumore che avevo dentro, in quella quiete.
Ora potevamo anche morire.
Avevamo toccato il paradiso.
E potevamo solo dissolverci
Frammenti di vita che eravamo
Sciolti come cera al buio
Che sa di tempo e di fine.
Ed ora ti vedo andare, serena.
Terro’ ancora gli occhi bassi
Per non guardarti.
Che la sola cosa che mi difende
Non e’ certo la memoria.
Perche’ io feci di noi l’unica ragione
Ed ora devo trattare con questi tempi oscuri
Della tua assenza, che mi si ficca dritta nel midollo.
E poi, faccio sempre finta di non sapere piu’ nulla di te.
Alex di Martino
12.10.2010